Dichiarazione di voto
Data: 
Giovedì, 16 Aprile, 2026
Nome: 
Anthony Emanuele Barbagallo

A.C. 2823-A

 

Grazie, signora Presidente. Rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, siamo all'ultimo atto del provvedimento che converte in legge il decreto maltempo, e in tutte queste settimane, nella trattazione in Commissione e in Aula, abbiamo evidenziato un dato che confermiamo ora, proprio nella parte finale della discussione, e cioè quello che, in questo momento ancora, ai comuni siciliani non è arrivato neanche un euro. I sindaci non hanno ricevuto neanche un euro dei ristori previsti, neanche quelli stanziati il 30 gennaio con la primissima ordinanza, quella che dai banchi dell'opposizione abbiamo battezzato con l'espressione “le briciole”: i famosi 33 milioni stanziati all'inizio. Quelle risorse ancora non sono arrivate nelle casse dei comuni, con danno anche per le imprese che hanno eseguito quei lavori di somma urgenza e che ancora non sono state indennizzate.

Un'altra nota dolente - ci permetta, signora Presidente - è il metodo con cui la maggioranza e il Governo hanno affrontato questo testo. Di fronte a fatti tragici e drammatici, come quelli del ciclone Harry e della frana di Niscemi, chi guida dovrebbe stimolare il confronto, il dibattito, l'ascolto. Ebbene, noi ci abbiamo provato: abbiamo presentato un centinaio di emendamenti in Commissione e circa 50 emendamenti in Aula, ma sono stati tutti sostanzialmente respinti con un'amara consapevolezza, che il luogo dove si prendono le decisioni non è qua a Montecitorio, ma è ben lontano.

Un caso su tutti, lo vogliamo citare, è quello che riguarda la vergognosa vicenda del DURC. È successo questo, signora Presidente, lo vogliamo raccontare all'Aula per raccontarlo al Paese.

Pochi giorni dopo i fatti drammatici di Niscemi e del ciclone Harry, come è accaduto anche in altri casi, la Regione siciliana si è adoperata per stanziare congrue risorse, con una legge regionale, votata all'unanimità da tutte le forze politiche, compreso il Partito Democratico. Sono stati stanziati 40 milioni di euro per i ristori. Invece, quei ristori, sì, sono arrivati immediatamente, in particolare sono stati assegnati, pochi giorni dopo, 7 milioni di euro per 381 beneficiari. Cosa ha fatto il Governo nazionale? Il Consiglio dei ministri, il 26 marzo, ha impugnato quella norma, quindi, da un lato, non solo non riesce a fare arrivare le risorse in tempo, ma, dall'altro, impugna pure ristori che vengono trasferiti, per tempo, da parte della regione e, alla luce del pasticcio che ha combinato, il Governo ha, prontamente, all'indomani, comunicato che avrebbe formulato un emendamento di sanatoria. L'emendamento di sanatoria che non abbiamo visto per la durata di tutta la trattazione del testo in Commissione fino ad arrivare a ieri sera, alle 20, quando questo emendamento è stato depositato, in extremis, nel Comitato dei nove e, quindi in Aula, e votato stamattina. Noi crediamo che questo modo di procedere per cui si scavalca il confronto con le forze parlamentari in Commissione e. all'ultimo minuto, si formalizza un emendamento che era stato annunciato 20 giorni fa alla stampa. non è, certamente, un modo per onorare la democrazia e il Parlamento.

Un altro grande assente, nel dibattito, è stata la vicenda che riguarda la Bolkestein. Noi l'abbiamo sollecitata, intervenendo sul complesso degli articoli. Perché vede, Presidente, sta accadendo questo: i ristori non sono sufficienti e, in particolare, i ristori non sono sufficienti per i lidi balneari che hanno visto devastati anni e anni di sacrifici. Siccome i ristori non sono sufficienti, i grandi procacciatori di voti, al Sud, del centro-destra, stanno dicendo ai gestori dei lidi: “non vi preoccupate, tanto vi daremo la proroga della Bolkestein. Più danni avete, più ve la daremo lunga questa proroga, anche di 5, 6 e 7 anni”. Ecco, lo diciamo con forza e con tutta la durezza di cui disponiamo: smettetela di prendere in giro i gestori dei lidi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). È insopportabile che, di fronte a questo dramma, il centro-destra continui a dare pacche sulle spalle per promettere quello che non si può promettere perché il termine del 30 settembre 2027 è invalicabile.

Nel merito. Ci siamo visti bocciate tutte le nostre proposte, ma non vorremmo essere in questa sede dei facili profeti perché il Governo sarà costretto, ed è un dato evidente a nostro giudizio, a intervenire nuovamente sulle procedure che riguardano il decreto-legge Maltempo come, del resto, è accaduto con altre materie. Ormai abbiamo coniato una definizione a cui siamo affezionati in questa legislatura, “i provvedimenti Netflix a puntate” come riguarda, ad esempio, il caso dell'energia, che è arrivato a 4 puntate; su questa del maltempo c'è stata la prima puntata, ma su cui il Governo tornerà di nuovo a intervenire. Perché c'è un ritardo evidente dei progetti, che non ci sono soprattutto al Sud, dove c'è una carenza oggettiva degli uffici tecnici, dei comuni, c'è una sovrapposizione sui finanziamenti su cui bisogna fare chiarezza. Quindi, lo diciamo adesso. Bisognava intervenire e intervenire per tempo anche con qualche parola di verità, ad esempio su alcuni casi imbarazzanti. Ce n'è uno, in particolare, che vogliamo denunciare in quest'Aula e riguarda il soggetto attuatore del dissesto idrogeologico in Sicilia. Un soggetto, palesemente inconferibile, anche alla luce della notifica delle indagini, rese note ieri alla stampa, perché è un soggetto che, fino a pochi giorni prima di essere nominato dal Governo, era titolare di incarichi da parte della stessa Autorità.

Ed ancora, nel merito. Abbiamo articolato una serie di proposte a vario titolo a partire da quelle relative alla delocalizzazione di Niscemi. Serviva fare scelte coraggiose e non continuare ad alimentare il rito del contributo di autonoma sistemazione, il CAS, che, peraltro, in altre zone terremotate o zone con calamità evidenti, non sembra abbia funzionato.

Noi avevamo fatto una proposta logica e semplice con la quale dicevamo: guardate, indennizzate gli edifici che sono stati danneggiati perché consentiamo a quelle persone, con un indennizzo evidente, congruo, con un valore vero di mercato, di delocalizzare quell'attività economica o quell'edificio e anche da questo punto di vista ci è stato risposto di “no”. Ci è stato risposto “no” anche a un altro intervento banale che abbiamo proposto, che era un intervento equo, di giustizia, anche alla luce dell'articolo 3 della nostra Carta costituzionale: chi ha avuto il proprio immobile danneggiato non può pagarci né l'IMU né la Tari idem a proposito dei danni che hanno subito quei territori e altri territori al Sud con il ciclone del 12 e del 13 febbraio. Abbiamo proposto un emendamento ad invarianza di spesa, non cambiava nulla, ma perché anche da questo punto di vista dirci di “no”?

E, poi, il silenzio imbarazzante del Governo sulle polizze catastrofali. Ma guardate: perché il Governo obbliga i titolari di lidi balneari, delle strutture sul mare a farsi le polizze catastrofali, se poi non consente l'assicurazione per le mareggiate e le bombe d'acqua. Perché lo consente? Delle due l'una: o volete fare un favore alle compagnie assicurative, ma certamente in queste condizioni non garantiamo ai cittadini congrui ristori. Abbiamo chiesto e insistito per differire i contributi, come abbiamo chiesto dall'inizio per tutto l'anno solare, fino al 10 dicembre, abbiamo chiesto il sostegno per il credito d'imposta dei mutui, servono risorse e vi abbiamo detto: utilizzate quelle del ponte sullo Stretto, quei 918 milioni si possono ben utilizzare per darli in questo momento a chi ne ha più di bisogni. E, poi, i ristori per le categorie più fragili e per non parlare della vergogna che sta accompagnando, ancora ora, questo provvedimento, cioè lo sversamento delle fogne a mare. È una vergogna, ci fa tornare a migliaia di anni indietro. In questo tempo, ancora, a Messina e nella Jonica non si riesce ad intervenire. Servono provvedimenti e serve fare chiarezza; francamente serve un Governo che abbia capacità e competenze lontano dal Governo di Giorgia Meloni e Salvini.

In conclusione, signora Presidente: riconosciamo al Governo, in mezzo a tante criticità, di aver stanziato comunque 1 miliardo e, a fronte di tanti “no” che sono stati detti al Partito Democratico, comunque lo stanziamento cospicuo di risorse ci spinge a non votare contro e a dichiarare l'astensione del Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Mi permetta infine, Presidente, di chiudere il mio intervento, così come il Partito Democratico ha fatto nei primi minuti dopo la tragedia, commentando a caldo quei fatti, ostentando, ancora una volta, il sentimento della più profonda gratitudine nei confronti dei volontari, delle Forze dell'ordine, dei Vigili del fuoco, dei sindaci e della Protezione civile. Senza il loro straordinario impegno, oggi non avremmo parlato del decreto-legge Maltempo, ma avremmo raccontato una tragedia con decine e decine di morti.